Gradimento Medio-alto
ma non lo rileggerei

Un pappagallo volò sull'IJssel

scritto da Abdolah Kader
  • Pubblicato nel 2014
  • Edito da Iperborea
  • 523 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 01 aprile 2024
Nel primo racconto di "Le mille e una notte", dal titolo espressivo di "Tessitrice delle notti" (si veda recensione in questo sito), Shahrazad inganna il crudele sultano ammaliandolo con storie meravigliose e intriganti. E' il miracolo della parola! Cosi in questo romanzo Pari, una donna immigrata infatuata della lingua olandese, si salverà scrivendo. Una guaritrice fiamminga le affida il compito di narrare la vita degli immigrati. <<Scrivi la storia delle persone che ti circondano, la storia degli stranieri che arrivano in Olanda. (...) Liberati dalla tua angoscia scrivendo. (...) Forse è questo il tuo dovere, ora che il destino ti ha condotto in terra straniera>>.  Con l' impianto novellistico e la soffusa leggerezza del capolavoro arabo, e nel paese dove <<in ogni contrada si sente e si teme la voce dell'acqua con le sue eterne sciagure>>, Pari dovrebbe narrare <<la storia di Mamed, di Catherina, di Lina, quella del colonnello, della moglie del colonnello, di Tala, del signor Rahimi, del pappagallo e la tua storia>>.  Sono tutti immigrati che potrebbero rispondere alla domanda <<che cosa ci fai tu qui?>> con una semplice parola: <<Vivo>>. Aver posto al centro Pari non deve far pensare che essa sia la narratrice né l'unica protagonista: è Abdolah che racconta dall'alto della posizione privilegiata di osservatore invisibile e neutrale, così come il romanzo è affollato da molti personaggi; la mia scelta è giustificata dall'ostinazione di Pari di fare propria la lingua olandese e dal fatto che è la vita di questa donna, più quella di altri, a testimoniare il precario equilibrio tra integrazione e radici. Sposata ancora bambina, Pari ha seguito il marito in Olanda. Le lunghe assenze dell'uomo permettono alla donna di frequentare una scuola dove imparare l'olandese. <<Sentiva che qualcosa nel profondo della sua natura si era messo in moto e voleva distruggere tutto. (...) Si rendeva conto che le parole che cercava sul vocabolario e le frasi che scriveva nella sua nuova lingua erano in realtà esplosivi che voleva piazzare sotto la sua vita familiare, sotto il suo passato, il suo presente e tutta la sua esistenza>>. Comincia a pubblicare brevi racconti in un giornale locale; va a vivere prima con il suo insegnante di olandese e poi con un giornalista: uomini che pretendono giochi erotico-sessuali per lei nuovi ma offensivi per la sua morale. In Olanda si fa così, è la sicura risposta alle sue timide rimostranze! Quando una notte irrompe il marito e accoltella Pari, mentre l'olandese scappa senza difenderla. Il passato è tornato violentemente. Se nel tentativo del marito di ucciderla ,dalle radici riemergono i tratti oppressivi di un mondo atavico, la sottraggano alla morte gli usi e le liturgie medio orientali. <<Dodici anziani avvolti in lunghi cappotti neri, ognuno con un rosario in mano>>, entrano nella camera d'ospedale dove Pari è in coma irreversibile. <<Le loro parole dolci danzavano come api nei raggi del sole e il mormorio delle preghiere avvolse il capo di Pari come un ronzio. (...) All'improvviso l'ago si mosse, tracciando con un rumore metallico una linea ondulata, un zigzag di vita>>. Come nei favolosi racconti di "Le mille e una notte", un pappagallo (un Angelo?) che volava sull'Ijssel vide <<una giovane donna dai lunghi capelli dorati che montava a pelo un bizzarro cavallo bianco dalla lunga criniera, (...) un posto strano popolato da migliaia di animali ,grandi elefanti primordiali, giraffe, dinosauri, cammelli, tigri, leoni dalla vecchia criniera,e anche bestiole molto piccole: germani reali, pappagallini colorati, farfalle, insetti dorati>>. Nella protestante, accogliente e trasgressiva Olanda, per salvare Pari erano riaffiorate tutte le magie dell'Oriente.

Il romanzo si sviluppa su due binari: le difficoltà dell'integrazione, culturali prima che politiche e istituzionali, le storie individuali che mostrano come ciascuno affronti l'assimilazione in modo differente. L'Olanda si offre come un paese accogliente, eppure emergono inesorabilmente le diffidenze, le paure e le diversità linguistiche e culturali. Se dapprima è intrigante accompagnarsi a uno straniero o a una straniera, il primo così appassionato, la seconda affascinante sotto il velo, poi la donna olandese si ritrae preoccupata e l'uomo non sa portare rispetto a tradizioni più riservate di quelle della società olandese. Pur all'interno di un quadro di difficile assimilazione, le singole vicende, distinte e parallele, mostrano come nell'incontro tutti cambino, olandesi e immigrati, ma ognuno in modo differente. E' vero che il destino ci sovrasta, sia fatta la volontà dell'Altissimo!, ma ciascuno di noi gioca con il destino in modo diverso, si costruisce una propria via; ed è qui il vero cambiamento. Al pappagallo sull'Ijssel, all'Angelo o all'Altissimo, non spetta che guardarci.

Il romanzo è insieme di moduli narrativi, che si sviluppano in modo autonomo e poi s'intrecciano quasi a caso; è difficile riportare a sintesi le diverse storie, se non in alcuni passaggi topici: la tomba della piccola Tala dove tutti si raccolgono a pregare, l'unico telefono pubblico, usato dagli immigrati per comunicare a casa, il gruppo degli anziani che vivono come se fossero ancora in Oriente, e la figura misteriosa del pappagallo, forse il mitico "cacatua" di Federico II, simbolo della cultura araba antica. La scrittura è fiabesca e realista a un tempo, mai appiattita sulla mera descrizione o su inutili digressioni politiche e sociologiche, e per questo ricca di suggestioni.

Perché leggerlo? E' dispersivo, ma piacevole da leggere.

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