Gradimento Medio-alto
ma non lo rileggerei

D'amore e ombre

scritto da Allende Isabel
  • Pubblicato nel 1984
  • Edito da Feltrinelli
  • 294 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 08 febbraio 2023
Il romanzo è ambientato in Cile a dieci anni dal colpo di stato che portò al potere Pinochet e la giunta militare, instaurando una crudele dittatura: il Cile, "una macchia sulla carta geografica, immerso in un vasto e prodigioso continente dove il progresso arriva con secoli di ritardo, (...) un territorio nel cui humus eterno si trascinano animali mitologici e vivono esseri umani immutabili dall'origine del mondo", dove un élite dorata e potente convive con una massa emarginata e silenziosa. Francisco fa parte di una famiglia fuggita dalla Spagna a seguito dell'avvento del franchismo; lavora come fotografo, s'impegna nel sociale e aiuta di nascosto l'espatrio dei numerosi perseguitati dal regime militare. Ed è proprio cercando un impiego che conosce Irene: "dalla strana chioma scarruffata sulle spalle,(...) indossava una sottana troppo lunga di stoffa artigianale, camicetta di colore grezzo, (...) con anelli a tutte le dita e una sonagliera di braccialetti di bronzo e d'argento al polso, (...) con un sorriso civettuolo, ultimo requisito per concludere che quella giovane poteva rubargli ogni pensiero, perché l'aveva vista così com'era nelle sue letture dell'infanzia e nei sogni dell'adolescenza." La ragazza appartiene però a quell'élite che vive protetta da "porte sorvegliate fino al segnale del coprifuoco". Francisco percepisce che li separano tante cose, dallo stato sociale ai legami familiari sino alla cultura, e non vuole mettere in pericolo la loro amicizia dichiarando il proprio amore, preferisce che l'amore "la ricolmasse dolcemente, così com' era accaduto a lui". Un episodio straordinario provoca un cambiamento radicale nelle loro vite, in particolare in quella di Irene. Si sparge la voce che una ragazza possiede poteri miracolosi nei momenti di tranche e molta gente corre a chiedere miracoli e aiuti alla giovane; l'affollamento e la curiosità inducono i militari a intervenire, ma la ragazza, dotata di una forza prodigiosa quando è nel suo stato di estasi, scaglia l'ufficiale, l'arrogante e criminale Ramirez, in una porcilaia dove l'uomo sprofonda nel lerciume, dinanzi agli occhi sbigottiti dei suoi soldati, della gente e di un maiale. E' un'offesa che non può non essere vendicata; dopo alcuni giorni la ragazza viene prelevata e scompare nel nulla. Irene non si accontenta delle versioni ufficiali, inizia a investigare e in tal modo prende coscienza della realtà in cui vive, ed insieme del suo amore per Francisco. Dinanzi alle salme tumefatte e irriconoscibili, nell'orrida scoperta di una cava dove vengono nascosti i corpi martoriati delle vittime della violenza dei militari, Irene non si rassegna e rivela, lentamente ma inesorabilmente, il suo carattere deciso a conoscere e denunciare l'orrore indicibile della violenza. Irene non è più la stravagante e variopinta rampolla della buona borghesia, la crisalide si è fatta dolorosa e consapevole combattente.

Il principale filone narrativo, la storia d'amore e di ombre di Francisco ed Irene, è immerso in un racconto corale di un popolo, in un intreccio di vicende, personaggi, situazioni e contesti, narrati in un'atmosfera fantastica e quasi surreale, sia quando si parla di microcosmi, sia quando ci si inoltra nella violenza, senza pudori e sotterfugi, ma in modo esplicito, perché il lettore deve impallidire come è successo a Irene. Pervade un senso soffuso di rassegnazione come se non sia possibile liberare l'America Latina dal sopruso e dalla violenza, e non resti che la fuga o perdersi negli splendidi paesaggi, tra le grandi cime della cordigliera, o più semplicemente nell'esplosione di chiasso e di colore dei mercati:  "pile di frutta di stagione, pesche, meloni, angurie, (...) banchi di speroni, staffe, selle e cappelli di paglia, sfilze di stoviglie rosse e nere, gabbie di galline e di conigli, in mezzo a un bailamme di grida e di mercanteggiamenti".

La scrittura scorre fluida, con quel discorrere ricco di incisi e digressioni tipico della letteratura sudamericana; talvolta ci si perde, è forse un po' banale nella seconda parte, si allunga troppo, ma è sempre attraente e suggestivo.

Perché leggerlo? Affronta la violenza dal punto di vista dell'amore.

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